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Painting 2008


Pierluigi Febbraio
The winner of
the International Art Prize
Arte Laguna 2008 - Painting >>>
Sculpture 2008


Dania Zanotto
The winner of
the International Art Prize
Arte Laguna 2008 - Sculpture >>>
Photographic Art Prize 2007

Michael Kay
The winner of the
First International Photographic
Art Prize "Arte Laguna"

Painting Prize 2007


Michela Pedron
The winner of the
Second International
Painting Prize "Arte Laguna"
Michela Pedron: the winner of the The Second International Painting Prize "Arte Laguna" PDF Print E-mail

   MICHELA PEDRON
Trento, 25\10\1980
Diploma di laurea di 2° livello in Arti visive e Discipline per lo Spettacolo ad indirizzo Pittura, Accademia di Belle Arti, Venezia
Vive e lavora tra Trento e Venezia
Pittura, Fotografia, Installazione

Diplomata all’Istituto per Geometri A.Pozzo di Trento nel 1999.
Diplomata presso il CFP di Marghera in Arredamento d’Interni nel 2006.
Iscritta dal 1999 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomata nel febbraio 2005 con votazione complessiva di 110 e lode\110.
Iscritta dal 2004 alla specializzazione in Arti Visive e Discipline per lo Spettacolo ad indirizzo Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomata nell’ottobre 2006 con votazione complessiva di 110 e lode\110.

 Opening of Michela Pedron's personal exposition at L'Occhio Gallery in Venice



Partecipa dal 2001 al 2006 a svariate mostre nel Triveneto tra cui alle mostre annuali dell’Accademia.
Febbraio 2001: vince il concorso fotografico “Scene dalla vita universitaria” indetto e a cura dall’ESU di Venezia, con la serie “In Atelier”.
Aprile 2004: Pink Pop Spring, esposizione all’Associazione Culturale Lazzari, Treviso, a cura di Carlo Damiani.
Dal 2006 fa parte di Colletivo Rapido, un gruppo di giovani artisti:
Gennaio 2006: Collettivo Rapido, Dis-Nascondimento, presso Centro Culturale Mediatico CZ-95, Giudecca, Venezia.
Aprile 2006: Collettivo Rapido, Untitled, presso l’Associazione Culturale Spiazzi, Arsenale, Venezia
Luglio 2006: Collettivo Rapido, Big Bang Parte Prima, San Lorenzo de l’Escorial, Madrid.
Maggio 2006: selezionata per il catalogo e la  mostra collettiva La Creazione del Mondo, con l’opera “My Doll (Il Sesto giorno)”, Chiesa di San Barnaba, Venezia, a cura di Riccardo Caldura e Gloria Vallese.
Settembre 2006: selezionata tra i 40 finalisti del Premio Arte indetto da Cairo Editore, mostra alla Permanente di Milano, ottobre 2006, con l’opera “My Doll”.
Ottobre 2006: vince il concorso indetto da Pagine Bianche, a cura di Luca Beatrice, per la regione Trentino Alto Adige con pubblicazione in copertina dell’opera “My Sky”ed acquisto della stessa da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dipartimento per i beni culturali e paesaggistici.
Novembre 2006: selezionata per il catalogo e la mostra della 90° Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa, con l’opera “My Dog”, Fondazione Bevilacqua La Masa, San Marco, Venezia, a cura di Angela Vettese.
Marzo 2007: Selezionata per il catalogo del concorso fotografico “Lui e Lei nell’obbiettivo” a cura della provincia di Trento.
Aprile 2007: Collettivo Rapido e IAM Gallery, Senza Peso, presso lo Spazio Eventi Libreria Mondadori, San Marco, Venezia, a cura di Amerigo Nutolo.
Maggio 2007: vince il concorso fotografico “Storie di nonni con i loro bambini – storie di bambini con i loro nonni – Le stagioni della vita”, a cura  di Ikea e del Comune di Padova, con l’opera “Naso-Naso”.
Luglio 2007: Collettivo Rapido, Trasalimenti, a cura di Gabriele Di Pietro, all’interno della manifestazione Castellarte, borgo medievale, Montepagano.
Agosto 2007: vincitrice del Secondo Premio Internazionale Arte Laguna indetto dall’Associazione Culturale MoCA e lo Studio Arte Laguna , con l’opera “My Doll (Il Sesto giorno)”, catalogo e relativa mostra presso il Museo di Santa Caterina, Treviso, settembre, a cura di Igor Zanti.
Settembre 2007: Arte Bianca, esposizione collettiva a Palazzo Roccabruna, Trento, a cura della Provincia di Trento.
Ottobre 2007: selezionata tra i 40 finalisti del Premio Arte indetto da Cairo Editore, con l’opera “My Dark Think”, esposizione al Palazzo della  Permanente, Milano, dal 25 ottobre.
Ottobre 2007: selezionata per il catalogo del Premio Celeste 2007, con l’opera “My Hero” a cura di Gianluca Marziani e Ivan Quaroni.
Novembre 2007: selezionata tra i 50 finalisti del Primo Premio Internazionale Fotografia Arte Laguna indetto dall’Associazione Culturale MoCA e lo Studio Arte Laguna , con l’opera “Un ramarro nel mio giardino”, catalogo e relativa mostra presso Galleria Millenium, Venezia, dicembre, a cura di Igor Zanti.
Dicembre 2007: mostra personale “S’i’ fosse foco...” presso Galleria l’Occhio, Venezia, 10 dicembre-10 gennaio, a cura di Igor Zanti ed Elisabetta Donaggio.
Gennaio 2008: mostra personale “The pink of Elegance” presso Galleria Wannabee, Milano, dal 15 gennaio.
Febbraio 2008: mostra collettiva a rappresentanza della regione Trentino Alto Adige “Arrivi e Partenze. Italia”, presso la Mole Vanvitelliana, Ancona,14 febbraio – 14 aprile, a cura di Alberto Fiz ed Errico Gasperoni.
Febbraio 2008: “I love Animals”, mostra collettiva 14 febbraio – 14 marzo presso Galleria Silbernagl, Milano, a cura di Igor Zanti.
Marzo 2008: presente ad Arte contemporanea moderna Roma 2008 presso la galleria Wannabee.
Maggio 2008: mostra collettiva “Skull: return to sender”, presso Galleria Wannabee, Milano.
Maggio 2008: mostra collettiva “Re: Public, Refuses” presso Bacini dell’Arsenale di Venezia, Tese di San Cristoforo, a cura di Amerigo Nutolo.
Giugno 2008: mostra collettiva, Montreal, Canada.
Giugno 2008: Collettivo rapido, Achtung!, Riva del Garda, Tn, a cura di Elsa Gipponi.
Luglio 2008: mostra personale “A pink pois”, Riva del Garda, Tn, a cura di Elsa Gipponi.

La parte pittorica si è evoluta durante gli anni, attraverso mezzi espressivi diversi, ma mantenendo sempre inalterato lo spirito di osservazione intrecciando realtà e banalità, cercando di vedere oltre i luoghi comuni e dare nuovo significato a ciò che l’opera porta alla luce
I lavori non sono mai singoli pezzi casuali, ma più opere raggruppabili in serie, cioè una volta sviluppata e resa un’opera ne vengono prodotte altre con lo stesso criterio e ideale
Questo processo diviene un’esigenza primaria poiché le varie serie differiscono per materiali, tecniche e soggetti
Nonostante ciò osservando l’intera produzione di questi anni si percepisce un filo conduttore che lega tra loro tutte le opere e ne fa un insieme vario ma omogeneo.

PINK_REVIVAL
Nel mondo della moda, del design, del cinema e della fiction televisiva, si assiste oggi ad un rilancio: è il ritorno del rosa (vuoi shocking, o più sommessamente pastello) unitamente ad un gusto cromatico kitsch, un po’ retrò, ammiccante a quegli ultimi anni cinquanta che avrebbero visto, di lì a poco, esplodere il fenomeno mondiale della Pop Art.
Attuale in questo senso si può dunque dire l’opera di Michela Pedron, che sconfina nelle dimensioni di un’arte sinestetica, visivo-sensoriale, prediligendo cromatismi pop, superfici glossy, brillanti, ritmate da morbide, avvolgenti interpolazioni di peluche dalle forti connotazioni tattili, con profondi rimandi emotivi e valenze epidermiche.
Il mondo che vanno rivelando i lavori di Michela Pedron è un mondo marcatamente al femminile, ma smaliziato, non privo quindi di ironia (ed auto-ironia), in sintonia peraltro con l’opera di artiste a lei contemporanee (vedi, ad esempio, la ginevrina Silvie Fleury con i suoi immensi missili “in partenza per Venere” ricoperti di morbida pelliccia).
Michela Pedron ha saputo raccogliere indubbiamente le eredità stilistiche (e fors’anche tematiche) di un Warhol, un Lichtenstein, un Klein, sposandole però alle suggestioni-provocazioni dell’odierno (e ammirato) Jeff Koons, senza rinunciare, con questo, ad una sensibilità autentica, distintiva, ascrivibile ad un modo originale, personale di intendere l’arte e di vedere il proprio ed altrui universo.
Aprile 2004 /Carlo Damiani

PAGINE BIANCHE 2006
Come di fronte a uno specchio, in primissimo piano ci appare un volto, un ritratto, ma non è il nostro. Lo sfondo pittorico, una chiara rivisitazione dell’Optical Art, sembra vibrare e pulsare nonostante la staticità e la bidimensionalità dell’immagine. Interessante, e divertente, l’aria “Vintage” che si respira in quest’opera, il cui stile occhieggia le ultime tendenze della moda e del costume. Michela Pedron, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia in Arti Visive e Discipline per lo Spettacolo.
Ottobre 2006 /Luca Beatrice

BEVILACQUA LA MASA 2006
Appare in primo piano un’immagine, un ritratto che non è mai quello nostro. Sono immagini che l’artista staglia su un fondo costellato di pallini colorati.
Neri e rosa.
Colori che accolgono sempre immagini che fanno parte della sfera privata dell’artista: lo si capisce dai titoli delle opere che riportano sempre il “My” per definirlo.
Lo sfondo pittorico usato dall’artista non è casuale. Attraverso i pois colorati l’immagine in primo piano sembra vibrare e pulsare nonostante la sua staticità e bidimensionalità.
In questo caso l’artista ci propone in primo piano il muso di un carlino.
Un cane che ancora non è suo ma che presto andrà a far parte della sua intimità e della sua vita.

SENZA PESO
Una delicatezza doppia, materiale si rivela nell’opera di Michela Pedron. Il peluche caldo e accogliente, abbraccia l’occhio con seduttivo e giocoso tocco infantile, come una pelle sintetica e fantastica, eterna plasticità di un mondo fatto di pura immaginazione. L’altro lato della materialità è quello dei colori, con cui i soggetti, gli elementi geometrici semplici che compongono la matrice della tela, e l’artificio del peluche diventano morbidi. Lo shocking in un’iperbole che contrasta l’attrazione verso il contatto, restituisce indipendenza e distanza all’oggetto, sospendendolo in una cornice che ne circonda e definisce la plasticità, così come nell’icona di Superman, uno smorzamento, ad opera del rosa delle paiette, riduce, con tatto, a reminescenza l’elemento maschile, industriale, pop levandogli peso.
Aprile 2007 /Amerigo Nutolo

S’I’ FOSSE FOCO...
S’i’ fosse foco, ardrei’l mondo;
S’i’fosse vento, lo tempesterei;
S’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei
(Cecco Angiolieri, inizio XIV secolo)

Con queste parole, al principio del Trecento, il poeta toscano Cecco Angiolieri si descriveva scherzosamente.
Lo spirito di Angiolieri, grande amico di Dante, era caratterizzato da una vena di irrazionale e geniale spudoratezza, da un senso di libertà e da un desiderio di rompere gli schemi.
Insolito per l’epoca, anche se, alla luce della critica contemporanea, la sua opera, che è stata oggetto di una forte rivalutazione in ambito romantico, non risulta essere così trasgressiva come si potrebbe pensare, ma ben si inserisce nel genere giocoso tipico della letteratura toscana della fine del XIII e dell’inizio del XIV secolo.
Ci si sorprenderà che, per iniziare a parlare del lavoro di Michela Pedron, si faccia riferimento ad uno dei padri della storia della letteratura italiana, ma confesso, che le prime parole che mi sono venute in mente, dopo aver conosciuto Michela ed il suo lavoro, sono state le rime del sonetto di Cecco.
Sicuramente Michela Pedron condivide con l’Angiolieri uno spirito ribelle ed irrazionale che difficilmente si piega alle logiche del mercato ed alle norme non scritte che regolano il mondo dell’arte contemporanea, e, con l’Angiolieri, può condividere, a mio parere, a tutt’oggi un certo destino critico.
Il lavoro di Michela appare, dopo una prima frettolosissima occhiata, di forte impatto e venato da una inconsueta originalità. L’osservatore più attento potrà però notare come la ricerca stilistica di Michela avvicina la sua opera a quella vasta famiglia di artisti che, volontariamente o involontariamente, si rifanno alla felice e fruttuosa corrente artistica che viene convenzionalmente denominata New Pop.
Di stampo New Pop è il taglio e la composizione delle tele, con elementi grafici preponderantemente presenti sullo sfondo, quasi a ricordare certe textures di gusto tardo optical; come New Pop è il segno che caratterizza i ritratti, definiti con campiture spesse, prive di sfumatura, quasi ad imitare le tecniche serigrafiche care a Warhol.
Sempre ricercando ascendenze New Pop nel lavoro di Michela, è interessante notare come l’artista inserisca, talvolta, in alcune sue opere, dei gadgets, dei piccoli pupazzi, delle statuine che acquista ed accumula in maniera quasi ossessiva, e che reinterpreta e contestualizza  sulle sue tele dandogli una nuova vita e conferendogli nuovi significati.
Il mondo di Michela Pedron è strettamente legato ad un immaginario infantile, che penetra intimamente nella sua cifra stilistica e permette all’artista, celata dietro un utilizzo costante della metafora che, come per Cecco Angiolieri, è tipica di un linguaggio giocoso, di esprimersi in piena libertà.
Speriamo che l’Ardente Michela ci possa, dopo questa sua fatica veneziana, sorprendere ancora cercando di arder o tempestar il mondo dell’arte contemporanea.
Dicembre 2007/ Igor Zanti

THE PINK OF ELEGANCE
Colore rosa, forme geometriche e decori vintage, gloss, brillantini e paiettes, ed ancora piume di marabù e peluche... non siamo nel camerino di una ballerina dell’avanspettacolo ma davanti alle opere della giovane artista.
La pittura è pulita, curata e rigorosamente ordinata. Dagli sfondi composti da grossi pois che si ripetono con regolarità ossessiva, emergono in primo piano, volti delicati dallo sguardo sognante: giovani donne, cuccioli, personaggi dei fumetti compongono il lessico famigliare della Pedron. Ma anche pupazzetti colorati raccolti con la dedizione del collezionista vengono cuciti con perizia antica sulle tele o si trasformano essi stessi in installazioni.
Ed ecco la serie di coniglietti di panno rosa racchiusi in buste di plastica trasparenti. Tutti uguali e teneramente infantili, tranne uno. Vistosamente diverso, che spicca come un pugno in un occhio. Sembra sperare che lo sguardo non si accorga neanche del contrasto, avendo adottato tutte le misure per mimetizzarsi con gli altri.
Il mondo di Michela Pedron è quindi un mondo solo apparentemente sereno: dietro la superficie fatta di paiettes, peluches e pois vibrano solitudini violente e critiche feroci che ci colpiscono di striscio senza farsi identificare perfettamente. Come un gemito lontano che vogliamo credere di aver soltanto immaginato.
Gennaio 2008/ Silvia Pettinicchio 


 

  
My Doll at the Mirror, acrilico su tela, cm100x70 My gallerist Silvia, Acrilico su tela, cm120x50
  
 
 His Hero, Acrilico su tela, cm120x100 My Skull, Acrilico su tela, cm 100x70
  
 My Little Dog, Acrilico su Tela, cm 100x70 My Little Dog, part
  
 One Dragon, tecnica mista su tela, cm20x20 One Butterfly, tecnica mista su tela, cm30x25
  
 Two Frog, tecnica mista su tela, cm Two Butterfly, tecnica mista su tela, cm50x20
  
 Two Pink Rabbits, tecnica mista su tela, cm40x20 One Pink Rabbit, tecnica mista su tela, cm15x40
  
 Two Rabbits, tecnica mista su tela, cm60x25 Two Turtles, tecnica mista su tela, cm55x15